Blog | Studio Orlandi Commercialisti Milano

15
Nov

Semplificazione modelli Intrastat

L’Agenzia delle Entrate ha definito importanti misure di semplificazione in materia di comunicazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (modelli Intrastat), la cui introduzione era già prevista per il 2017, ma successivamente differita al 2018 dal cosiddetto “Decreto Milleproroghe”. In sintesi, a partire dalle operazioni effettuate nel 2018, sono aboliti i modelli Intrastat trimestrali relativi agli acquisti di beni e servizi, mentre i modelli mensili acquisiranno esclusivamente valenza statistica.

Modificati i limiti dei modelli Intrastat

Modificati, inoltre, i limiti per l’individuazione dei soggetti obbligati a presentare gli elenchi acquisti con periodicità mensile, che passano da euro 50.000 a euro 200.000 trimestrali per gli acquisti di beni e da euro 50.000 a euro 100.000 trimestrali per gli acquisti di servizi.

Confermati, invece, gli attuali modelli Intrastat per le cessioni di beni e di servizi, la cui presentazione, mensile o trimestrale, resta agganciata alla soglia di euro 50.000; limitatamente alle cessioni di beni, è innalzata la soglia prevista per la compilazione obbligatoria dei dati statistici, che resta opzionale per chi non raggiunge euro 100.000 di operazioni trimestrali.

Infine, si introduce una semplificazione nella compilazione del campo “Codice Servizio”, nei modelli Intrastat relativi ai servizi resi e ricevuti, attraverso il ridimensionamento del livello di dettaglio richiesto. In particolare, si passa da un codice CPA a 6 cifre a uno a 5 cifre. Tale misura sarà accompagnata da un “motore di ricerca” e di forme di assistenza più mirata, in ausilio agli operatori.

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28
Ott

Riforma della legge fallimentare

Il Senato ha modificato la Legge fallimentare, approvando in data 11/10/2017 il disegno di legge n. 2681 che propone una vera e propria riforma della disciplina relativa al fallimento, ormai risalente al lontano 1942.

Il governo avrà dodici mesi per adottare i decreti legislativi per riscrivere la legge fallimentare ivi compresa la riforma delle procedure concorsuali, della composizione delle crisi da sovraindebitamento (Legge n. 3 del 2012) e del sistema dei privilegi e delle garanzie.

LE PRINCIPALI NOVITA’ RELATIVE ALLA RIFORMA DELLA LEGGE FALLIMENTARE

  • Eliminazione del termine fallimento con l’introduzione dell’espressione “liquidazione giudiziale”;
  • Introduzione di una fase preventiva di allerta che può essere attivata direttamente dal debitore o d’ufficio dal Tribunale su segnalazione (obbligatoria da parte del fisco e dell’inps) dei creditori pubblici. Il debitore sarà assistito da un apposito organismo istituito presso le Camere di Commercio e gli verrà concesso sei mesi per raggiungere una soluzione con i creditori. In caso di procedura d’ufficio, il debitore verrà convocato in via riservata e confidenziale da parte del Tribunale il quale incaricherà un esperto a risolvere la crisi sempre entro il termine di sei mesi. L’esito negativo della fase di allerta verrà pubblicato sul registro delle imprese. L’imprenditore che si avvale di tale procedura o di altri istituti per la risoluzione della crisi, beneficerà di alcuni vantaggi quali: la non punibilità dei delitti fallimentari (se il danno patrimoniale è “di speciale tenuità”), attenuanti per gli altri reati e riduzione di interessi e sanzioni per debiti fiscali; Leggi tutto
19
Ott

Calcolare il prezzo del prodotto

Calcolare il prezzo del prodotto è indispensabile quando l’imprenditore deve formulare un preventivo ai potenziali clienti o quando deve decidere se accettare o meno una determinata offerta. In questo articolo ci soffermeremo sui principali aspetti da valutare per calcolare il prezzo del prodotto realizzato su commessa, al fine di formulare un preventivo adeguato che possa contribuire a migliorare la redditività complessiva dell’azienda e a garantire un adeguato margine commerciale.

Talvolta il calcolo del costo del prodotto (e quindi del giusto prezzo di vendita) è agevolato dalla richiesta di una campionatura da parte del cliente che permette al fornitore di provare a realizzare i pezzi richiesti in base ad un ciclo di produzione ipotetico.

Gli elementi da prendere in esame sono:

  • il costo del materiale,
  • il costo delle lavorazioni,
  • i costi indiretti,
  • le spese generali o di struttura,
  • il margine o utile d’impresa.

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9
Ott

Contratto di locazione

Il contratto di locazione è un accordo attraverso il quale un soggetto denominato “Locatore” concede ad un altro soggetto, “conduttore”, la possibilità di utilizzare un bene per un dato periodo di tempo in cambio di un corrispettivo che può prendere il nome di “pigione” o “canone”.

In Italia la locazione è disciplinata nel titolo III del libro quarto del codice civile agli artt. 1571-1654.

Il contenuto del contratto di locazione può essere differente a seconda della tipologia contrattuale che le parti intendono porre in essere, tuttavia la normativa individua alcuni elementi tipici comuni che devono essere rispettati nella sua predisposizione:

  • La data di stipula: è la data in cui le parti sottoscrivono il contratto. Questa data non deve per forza coincidere con la data di decorrenza che può anche essere successiva. La registrazione deve avvenire entro 30 giorni dalla data di stipula o decorrenza se è anteriore;
  • Indicazione delle parti: sono le generalità delle parti ossia nome, cognome/ragione sociale, luogo e data di nascita, l’indirizzo di residenza/sede sociale, codice fiscale/numero partita iva; Leggi tutto
3
Ott

Prestazioni di servizi a soggetti UE

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risposta ad una nuova FAQ relativa alle prestazioni di servizi a soggetti UE. E’ stato infatti specificato che tutte le fatture con  l’annotazione “inversione contabile” devono essere evidenziate con il codice “N6” nell’ambito della nuova comunicazione dati delle fatture emesse e ricevute.

Questa indicazione è applicabile alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta in un altro Stato UE, per le quali  la fattura contiene la dicitura “inversione contabile” o “reverse charge” ai sensi dell’articolo 21 c. 6-bis lett. a) del D.P.R. 633/72.

Prestazioni di servizi ex art. 7 ter

Il codice N6, in particolare, è applicabile alle prestazioni di servizi “generici” ex articolo 7 ter del D.P.R. 633/72 effettuate nei confronti di soggetti passivi appartenenti all’Unione Europea. La discussione appariva fino ad oggi poco chiara e la risposta dell’Agenzia chiarisce un dubbio che era stato trattato anche da Assosoftware tramite un comunicato stampa.
In base a quanto specificato nella risposta dell’Agenzia delle Entrate, “in linea generale, vale il principio che nella comunicazione dati fattura vada riportata l’imposta o la sua “natura” così come è riportata nel documento emesso”.
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