Blog | Studio Orlandi Commercialisti Milano

23
Nov

Tassazione locazioni turistiche e brevi rese da persone fisiche non titolari di partita iva

Sempre più di frequente molte persone mettono in locazione le loro seconde case a titolo oneroso pur non svolgendo questa attività in forma imprenditoriale. Ma questo reddito derivante dalla locazione turistica come deve essere tassato? come possiamo dichiararlo al meglio non avendo incombenze fiscali?

Il reddito derivante dalle locazioni turistiche e locazioni brevi deve sempre essere dichiarato dalla persona che percepisce il reddito!

Tuttavia però, a seconda dell’eventuale servizio collegato alla locazione, può essere inquadrato in modo differente. Questo differente inquadramento, se approfondito, può portare ad una diversa tassazione, spesso più vantaggiosa. In particolare la persona fisica può, a seconda dei casi, collocare il reddito o nei redditi fondiari, o nei redditi diversi o tra i più complicati redditi d’impresa che necessitano però l’apertura di una posizione fiscale.

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26
Ott

Prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per prestazioni di lavoro autonomo occasionale si intendono tutte quelle attività di lavoro caratterizzate dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione. La disciplina delle prestazioni occasionali è stata introdotta dall’articolo 61 del Dlgs 276/2003 ed è stata successivamente oggetto di numerose modifiche nel corso degli anni.

La norma di cui sopra imponeva alle prestazioni di lavoro autonomo occasionale il rispetto dei seguenti limiti quantitativi:

  • durata della prestazione non superiore a trenta giorni con lo stesso committente in un anno;
  • compenso non superiore a 5.000 euro da ogni committente.

Con l’abrogazione dei suddetti limiti quantitativi avvenuta nel 2015 la dottrina ha unanimemente riconosciuto che, a oggi, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono regolamentate, da un punto di vista civilistico, dall’articolo 2222 codice civile.

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28
Set

Trattamento iva nel regime forfettario

Il particolare trattamento iva nel regime forfettario comporta la non applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e, di conseguenza, l’impossibilità di esercitare il diritto alla detrazione sull’imposta loro addebitata sugli acquisti.
Tali soggetti infatti, da un punto di vista dell’imposta sul valore aggiunto, devono principalmente osservare le seguenti regole:

  • non devono addebitare l’imposta in fattura, ossia non devono esercitare la rivalsa, nei confronti dei propri clienti e non possono, di conseguenza, detrarre l’imposta loro addebitata sugli acquisti;
  • non devono effettuare le liquidazioni dell’imposta e conseguentemente non devono versarla;
  • non sono obbligati alla registrazione delle fatture emesse, dei corrispettivi e di quelle ricevute;
  • non sono obbligati alla tenuta e conservazione dei registri e documenti, ad eccezione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali di importazione;
  • non sono obbligati a presentare la dichiarazione annuale IVA, l’esterometro nonché la comunicazione IVA delle liquidazioni periodiche.
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6
Ago

Bonus per consulenze di manager

Il bonus per consulenze di manager, anche detto “Voucher per l’Innovation Manager”, è uno strumento agevolativo finalizzato a favorire la crescita di competenze manageriali delle PMI, che potranno avvalersi in azienda di figure in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. L’incentivo è pari a:

  • € 40.000 per le micro e piccole imprese, nel limite del 50% della spesa;
  • € 25.000 per le medie imprese, nel limite del 30% della spesa;
  • € 80.000 per le reti d’impresa, nel limite del 50% delle spese sostenute.

Beneficiari

Imprese operanti su tutto il territorio nazionale in possesso, alla data di presentazione della domanda, nonché al momento della concessione del contributo, dei requisiti di seguito indicati:

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27
Lug

Cedolare secca per le locazioni commerciali

La L. 145/2018 ha introdotto due novità in ambito di cedolare secca. La più importante riguarda la cedolare secca per le locazioni commerciali. Infatti ai contratti di locazione stipulati nel 2019 relativi a locali commerciali, rientranti nella categoria catastale C/1 (fino a 600 mq di superficie, escluse le pertinenze), è concessa la possibilità di optare per l’applicazione della cedolare secca (aliquota 21%). Tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15.10.2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale. La seconda novità riguarda la misura dell’acconto dovuto per la cedolare secca che, a partire dal 2021, è innalzata al 100% (attualmente pari al 95%).

Cedolare secca per gli immobili commerciali

La base imponibile della cedolare secca è costituita dal canone di locazione annuo stabilito dalle parti (100%), al quale si applica un’aliquota del 21% per i contratti disciplinati dal codice civile o a canone libero. Il reddito non può comunque essere inferiore alla rendita catastale rivalutata.

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