2
Mar

Ritenute a non residenti

Il trattamento fiscale delle ritenute a non residenti, in relazione ai redditi prodotti in Italia dagli stessi soggetti, non è sempre agevole.

Il T.U.I.R. dispone, in linea generale, che siano assoggettati a tassazione in Italia non soltanto i soggetti ivi residenti ma anche quelli residenti all’estero per i redditi generati nel nostro territorio e, tale presupposto, di carattere generale, trova applicazione nello spinoso sistema di ritenute alla fonte sui redditi percepiti da soggetti non residenti. Riteniamo utile definire le fattispecie reddituali nella normativa nazionale prima di approfondire la corretta applicazione delle ritenute nei confronti di soggetti non residenti:

  1. Redditi di lavoro autonomo: sono redditi derivanti dall’esercizio di arti e professioni ovvero per l’esercizio di una professione abituale, benchè non esclusiva, di attività di lavoro autonomo, compreso l’esercizio in forma associata;
  2. Canoni (es. royalties): sono i redditi derivanti dall’utilizzazione economica, da parte dell’autore o dell’inventore, di brevetti industriali e di processi, di opere d’ingegno, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo commerciale, industriale o scientifico, se non sono conseguite nell’esercizio di imprese commerciali;
  3. Provvigioni: sono redditi d’impresa quelli che conseguono dall’esercizio di imprese commerciali. Per esercizio di imprese commerciali si intende lo svolgimento professionale abituale, sebbene non esclusivo, delle attività elencate nell’articolo 2195 c.c. (…altre attività ausiliare alle precedenti, art. 1754 c.c., mediatore/agente).
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Il presupposto fondamentale per la tassazione in Italia di un compenso pagato ad un soggetto non residente è la produzione dello stesso in Italia. In relazione alle fattispecie reddituali considerate riportiamo di seguito la corretta applicazione delle ritenute. Leggi tutto

24
Feb

Trasformazione in società semplice, opportunità per società immobiliari

La trasformazione in società semplice può rappresentare un’opportunità specialmente per le società di persone (s.n.c., s.a.s.) di pura gestione immobiliare.

Dal punto di vista giurisprudenziale è ampiamente riconosciuto, sia ai fini fiscali che ai fini civilistici, che l’attività di mera gestione statica degli immobili sociali possa essere svolta nella forma di società semplice.

La norma, infatti, ammette l’esistenza di società semplici con oggetto il godimento in comunione dei propri beni immobili, il che è assimilabile in altri termini alla gestione in comproprietà degli stessi.

Adempimenti necessari per la trasformazione in società semplice

Su tale base si innestano le disposizioni agevolative di cui all’articolo 1, comma da 115 a 120, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 in vigore dal 1° gennaio 2016 e prorogate con la legge di bilancio 2017 (art. 1, comma 565-566) sino al 30 settembre 2017.

Tali disposizioni si applicano alle società:

  • che hanno per oggetto principale o esclusivo l’amministrazione dei predetti beni immobili, e
  • che entro il 30 settembre 2017 si trasformano in società semplici.

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2
Nov

Il giusto prezzo di vendita

Ti sei mai chiesto se sei in grado di effettuare delle oculate scelte per stabilire il giusto prezzo di vendita, orientando l’impresa verso una gestione strategica del portafoglio prodotti e verso l’ottimizzazione della redditività globale, partendo dai singoli articoli?

Molte imprese devono affrontare il problema del prezzo e dello sconto fattibile e diverse volte non riescono a determinare “fino a che punto” è per loro possibile avere margini di manovra. Inoltre spesso i prezzi vengono stabiliti “a sé stanti”, senza considerare il contributo alla redditività aziendale dei diversi prodotti.

Non è infrequente assistere anche a casi in cui un prodotto venduto sottocosto secondo il full costing viene ritenuto dannoso e da abbandonare, ignari del fatto che a volte (soprattutto in periodi di recessione) sono proprio i prodotti “in perdita” a permettere all’impresa di poter avere utili.

Ti sei mai posto queste domande:

  • come posso calcolare il giusto prezzo di vendita di un nuovo prodotto?
  • di quanto si può abbassare il prezzo di vendita di un articolo se le sue vendite aumentano?
  • come posso abbassare il prezzo se incremento i lotti di produzione, o viceversa, come dovrebbero aumentare i prezzi se diminuisco i lotti?
  • qual è il prodotto più redditizio nella gamma di articoli?
  • qual è la linea di prodotti più redditizia ?
  • come è distribuita la redditività dei prodotti? Vendo di più articoli con basso margine o viceversa ?
  • come aumentano i costi di prodotto in condizioni di azienda sottoutilizzata?
  • come posso migliorare la redditività facendo strategia di prezzo, se ad esempio dallo scenario economico si evince una perdita economica di periodo?
  • posso comunque avere utili se l’azienda è sottoutilizzata?

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3
Ott

Tassa rifiuti senza aree tassabili, accertamento nullo

L’avviso di accertamento per riscuotere la Tassa rifiuti senza aree tassabili notificato dal Comune è considerato nullo se non indica la specifica superficie tassata.

Secondo quanto affermato dalla sentenza n. 2533/10/2016 della Commissione tributaria provinciale di Bari, il Comune deve quindi indicare in modo preciso le aree tassate. Ad esempio dovrebbe specificare nell’avviso di accertamento se si tratta di superficie coperta o scoperta dell’appartamento o locale commerciale del contribuente.

Grave vizio di motivazione

Questa carenza non consente al contribuente di comprendere a quale tipologia di area faccia riferimento l’amministrazione comunale (per esempio se all’appartamento o al cortile). Per i giudici, quindi, l’avviso di accertamento per la tassa rifiuti senza aree tassabili è caratterizzato da un grave vizio di motivazione se non indica in modo specifico la superficie dell’immobile.

Inoltre se nemmeno il verbale con il quale la polizia municipale ha accertato la superficie tassabile dell’immobile fornisce dati comprensibili e non equivoci sull’oggetto e sull’esito del controllo eseguito, l’avviso di accertamento non può fare semplicemente riferimento al verbale della polizia municipale ed è comunque Leggi tutto

14
Lug

Accesso al regime forfettario possibile con partecipazione

L’accesso al regime forfettario per i soggetti esercenti attività d’impresa, arti o professioni che, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, possiedono una partecipazione in società di persone, associazioni o in srl in regime di trasparenza, è escluso ai sensi dell’articolo 1 comma 57 lettera d) della Legge 190/2014.

Il fine della norma è quello di evitare “l’assoggettamento a due diversi regimi di tassazione – sostitutivo e ordinario – di redditi appartenenti alla stessa categoria, d’impresa o di lavoro autonomo, conseguiti nello stesso periodo d’imposta”. A tal fine risulta irrilevante, ai fini della verifica, che la partecipazione sia detenuta nell’ambito di impresa individuale o in qualità di persona fisica. Leggi tutto